NON C’ E’ TEMPO

Alice ebbe un sospiro di sconforto. – Dovreste imparare a usare un po’ meglio il vostro tempo disse, invece di sprecarlo con degli indovinelli senza soluzione.
– Se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io replicò il Cappellaio, non oseresti parlarne con tanta disinvoltura; lui è un Signor Tempo.
– Non capisco cosa intendi dire, disse Alice.
– Certo che non capisci! esclamò il Cappellaio, con un cenno sprezzante del capo. Ci scommetto che non hai mai provato a parlarci assieme, col Tempo!

Dubito che qualcuno di voi abbia mai parlato con il Signor Tempo, come lo definisce il Cappellaio Matto, ma, lo avete mai fatto? Io no, almeno, non ancora.

Eppure viviamo una esistenza intera, secondi, minuti, giorni, settimane, mesi, anni, scandita dal TEMPO.

“Alle 8 devo essere già in macchina per evitare di trovare traffico, portare i bimbi a scuola e fare in modo di arrivare puntuale in ufficio. Oggi vorrei andare a pagare quella bolletta scaduta prima che mi mettano in mora. Magari scendo al volo alle 12 prima della pausa pranzo. Ah, no cavolo è vero, alle 12 ho appuntamento con quel cliente che ieri ho dovuto liquidare con una scusa per mancanza di tempo; ok ma non posso perderci più di mezz’ora perché alle 12.45 devo essere in palestra visto che alle 13 ho lezione di pilates. Appena rientro in ufficio dopo la pausa pranzo devo assolutamente riordinare i documenti della settimana scorsa visto che, con tutto quello che il capo mi ha chiesto di fare, non ho trovato un briciolo di tempo per farlo. Oggi devo riprendere io i bimbi a scuola perché Fulvio non rientra prima di stasera e  i nonni non possono. Questa è una tragedia perché proprio alle 16 ho una call e chi la sente la mia collega se le dico che dovrà presentare da sola il nostro progetto! Che casino! Sono costretta a chiedere un permesso per prendere i bimbi a scuola una mezz’ora prima e portarli dai nonni in modo da tornare in tempo in ufficio. Però almeno oggi è venerdì, finalmente la settimana è finita. Stasera appena esco dall’ufficio, prima di ripassare a prendere i bambini, devo passare dal supermercato perché il frigo piange miseria e magari giacchè ci sono, passo in libreria per comprare un bel libro. Urge assolutamente perché ieri ho terminato quell’altro”.

Sarà pure venerdì, ma solo a leggerla una giornata del genere a me fa venire ansia. Questa potrebbe essere una giornata “tipo” in cui non ho volontariamente aggiunto (giusto per non renderla più “ansiogena”) tutte le attività dedicate ai figli e per i quali si fa da tassisti: catechismo, corso di inglese, lezioni di chitarra, ginnastica artistica, scout.

Sudo, solo al pensiero!

Eppure, la stragrande maggioranza delle persone si lasciano programmare dal tempo piuttosto che gestire loro, il tempo.

Ma, il tempo, può essere gestito?

Credevo di si, fino a quando non ho partecipato ad un interessantissimo webinar tenuto da un grandissimo professionista nel settore della formazione e non solo, Angelo Fanizzi.

Ha esordito insegnandoci che il tempo, non è gestibile; ciò che possiamo gestire sono le attività da fare in un arco temporale. Eppure, a pensarci bene, siamo sempre stati convinti di poter essere noi i gestori e quando poi non siamo stati in grado di organizzare le attività, “il tempo non basta mai! La giornata dovrebbe essere di 48 ore”.

Parliamo di una risorsa infungibile, limitata e deperibile. Per tale ragione va ottimizzata.

Se ciascuno di noi provasse a sostituire la parola TEMPO con il termine VITA, forse l’importanza che daremmo al primo sarebbe di gran lunga superiore a quella che normalmente attribuiamo. In pratica? Dovremmo imparare ad organizzare meglio la nostra vita quotidiana.

Provate a rileggere la storiella inventata della donna dai mille impegni. Vi chiedo di evidenziare cosa, secondo voi, lei considera urgente e cosa invece importante. Avete come l’impressione che sia tutto messo sullo stesso piano?

Fondamentale è distinguere tra quello che è urgente e ciò che è importante. Pagare una bolletta che sta per scadere è urgente; andare a fare pilates è importante ma non urgente. Fare la spesa è urgente; comprare un libro solo perché abbiamo appena terminato la lettura di un altro, è importante. Ergo, URGENTE è tutto ciò che ha una scadenza imminente; IMPORTANTE è un concetto del tutto soggettivo, dipende da noi e dal valore che diamo a quella cosa e dalle conseguenze che ne derivano tra il farla ed in non farla.

Perché allora ci affanniamo nel DOVER (perché è così che vediamo le cose…come un dovere!) fare tutto a tutti i costi? A volte perché sentiamo l’esigenza di dover controllare tutto, di  dover essere sempre al top; avvertiamo spesso sensi di colpa perché “se non lo facessi, la mia amica ci resterebbe male”; perché “solo se lo faccio è chiaro l’amore che provo per mio marito”; perché “se non lo faccio, cosa pensa la mia vicina?”. Ci autoflagelliamo. In realtà dovremmo farci più domande e desiderare di trovare più risposte; ma questa è un’altra storia!

Torniamo alle 100 cose da fare. Aiutooooo!!!

Ci sono diverse cose su cui ragionare:

Fare una lista è un ottimo punto di partenza; che non sia però lasciata al caso. Magari, buttiamo giù tutto quello che dobbiamo fare e poi rileggiamo attentamente in modo da riordinare la successione e distinguendo tra urgente ed importante.

Non sottovalutare gli imprevisti. Vi è mai capitato di dare appuntamento ad un’amica dopo l’altra a distanza di un’ora pensando: “ci sto alla grande con i tempi!”. E vi è mai capitato di prendervela con la prima amica perché, ritardando, vi ha fatto arrivare in ritardo all’appuntamento con la seconda? Si chiamano tempi cuscinettoe ci consentono di darci quel margine utile per non andare propriamente in affanno laddove le cose non procedano come le abbiamo immaginate.

Gestire in maniera efficace la tecnologia. Oggi si parla di dipendenza dopaminergica; la neuroscienziata Daniela Lucangeli, durante un convegno nazionale sull’Epigenetica ha messo in evidenza alcuni dati sconcertanti (a pare mio) forniti dalla Apple ed altre case di ricerca. In media, ciascuno di noi sblocca il telefonino 80 volte al giorno e picchietta sul cellulare 2600 volte. Questo significa che, (togliendo le ore di sonno in media), noi picchiettiamo sul nostro cellulare un numero di volte che è quasi superiore a quante volte abbiamo uno stato di presenza cosciente nell’arco di una giornata. E’ sufficiente per comprendere, non quanto tempo ci toglie il cellulare, ma quanto tempo, NOI, facciamo in modo che il cellulare ci tolga! Provate a contare quanti sono i gruppi wa di cui siete parte più o meno attiva. Tanti, ne sono certa. Oggia siamo perennemente connessi. Altrimenti? Cosa accadrebbe se decidessimo di non rispondere agli innumerevoli messaggi che costantemente ci bombardano? Quale catastrofe mai si abbatterebbe se non rispondessimo ad una mail nello stesso istante in cui arriva? Si, mi direte voi, “ma io non rispondo subito”. Ci credo, giuro. Comunque la connessione sociale(è una mia definizione) ci distrae. Come?

Volendo tralasciare la tecnologia, facciamo un altro esempio. Stiamo lavorando. Magari a qualcosa di importantissimo e siamo completamente concentrati. Bussa alla porta il collega per chiederci una informazione. Prima distrazione. Dopo aver adempiuto, ci “riconnettiamo”. Passa qualche minuto ed è la volta della segretaria che ci informa dell’arrivo di un cliente. Passa un’ora e siamo richiamati dal capo che vuole le info a proposito della scadenza su un lavoro che ci è stato affidato. Potrei andare avanti così per ore ma credo sia sufficiente per aver concesso alla vostra immaginazione la facoltà di rivedervi in situazioni simili.

Siamo una spina attaccata alla presa. Quando accadono situazioni simili, è come se qualcuno staccasse la spina dalla presa e non arrivasse più la corrente. Nel caso degli umani, quella corrente la definirei ENERGIA. Che differenza c’è tra la corrente elettrica e l’energia? La corrente elettrica riparte non appena viene rimessa la spina nella presa. Nel nostro caso invece, sembra che per riavere quella energia che ci consente di riconnetterci completamente con quello che stavamo facendo, servono 14 minuti. Scrivete su un foglio tutte le interruzioni giornaliere mentre siete concentrati a fare qualcosa e fate la somma di tutti questi minuti….sconcertante, vero?

I ladri del tempo. Sono così definite cose o persone che costantemente ci distolgono dalla preziosità del TEMPO. (Se volessimo essere più precisi, ribadisco come sopra, siamo noi a consentire che questo avvenga, a meno che qualcuno non ci minacci con un’arma!). Quante persone frequentiamo che ci tolgono energia? Avere accuratezza nella scelta dei rapporti significa dedicare la nostra vita (accezione differente del “tempo”) a chi desideriamo col cuore, avere accanto.

Non lasciamo che i secondi, i minuti, le ore, i giorni, le settimane, i mesi, gli anni scorrano inesorabilmente senza rivendicare il nostro diritto alla FELICITA’. Lasciamo andare ciò che non ci piace ed accogliamo tutto quello che ci fa stare bene. Mi sorge una domanda, e ve la rivolgo? Quanto amore abbiamo per noi stessi? Sì perché credo che il nodo sia proprio quello. Imparare ad amarci e di conseguenza imparare ad amare la nostra stessa vita. Se sceglieremo di vivere nell’Amore, in nostro corpo risponderà crescendo in salute; se sceglieremo un mondo dominato da tutto quello che ci circonda, comprese paure, timori, giudizi, incomprensioni e….perdite di tempo, la nostra salute sarà seriamente compromessa.

Educhiamoci alla calma, al “qui ed ora” ad occhi che guardano ed orecchie che ascoltano. Solo così riusciremo a RI-conoscerci e a capire quali sono i nostri reali bisogni. L’Amore, prima per noi stessi e, solo dopo, per gli altri, è la cosa più preziosa che possediamo.

Samanta Mancini

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